La redazzzione diggazzettino, pe favorire lestraomunitari
e li stranieri che, nati a Milano, pur essendo da cinquantanni nelle ampagne
tra Colle, Pisa e Poggibonzi ancora un sanno parlà e legge ittoscano,
dedica a costoro un inzerto co spiegazzione e traduzzione varderzano- italiano,
a cura di Umberto Ecco. Poi che volete? Una fettina di ulo?
Cari lettori e lettrici del Gazzettino, il primo consiglio che vi do
è quello di leggere pensando che il
giornale è scritto come si pronuncia, non rispettando la grammatica,
ma il ritmo del discorso. Quindi si attaccano o si staccano parole, si
omette o si aspira la ced altre consonanti che si aspirano
effettivamente nel parlato. Spesso la L è sostituita
dalla R e la S dalla Z( Valdelsa
= Varderza). Vi può essere daiuto immaginarvi la persona
che parla, sia se in effetti è valdelsana, sia che non lo sia,
cosa che aumenta leffetto.
Leggete lentamente e cercate di cogliere il ritmo della frase. Non vi
scoraggiate, rileggete più volte,
è valdelzano di campagna, non arabo.
-Du livelli un sò ppiù sufficenti un
sòna, tipica e frequente negazione alla toscana: un = non
-gristiani, guesti, grampi = cristiani,
questi, crampi. In special modo in campagna talvolta si
sostiutisce la c con la g.
- purma = pullmann
- hosta, honcerti = costa, concerti
- si prencipia = si comincia
- asa = casa
- binaràio = improbabile figura di un tipo che fa
di mestiere il costruttore e montatore di binari da treno
- venissino = venissero, fossero
- loale = locale
- la musia un si sente nasega = la musica non si sente una
sega, si sente pochissimo
- chi un balla pole andà alle prode = chi non balla
può andare ai lati, mettersi da parte. E una citazione di
un fatto che si dice accaduto realmente, in un circolo di ballo liscio
di campagna, dove il raffinato speaker della serata pronunciò al
microfono queste parole: E ora lorchestra canterà
Lhai vorzuto tu. Chi balla balla e chi un balla andìa
alle prode. ( E adesso lorchestra suonerà la canzone
L hai voluto tu. Chi balla , balli pure, chi non balla
, vada al lato, si tolga di mezzo)
- Tessa.... ecc. Tipico esempio in cui è fondamentale immaginarsi
la persona che parla.
-caà = (si dovrebbe capire) cacare , non mi piacciono per niente.
- dimorto = molto
- gnà = gli ha, le ha
- gniosa = ogni cosa
- mia seghe = mica seghe, non è cosa di poco conto.
Un caro abbraccio a tutti il lettori stranieri del Gazzettino di Poggibonzi.
Umberto Ecco.
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